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Quali e quanti sono i tipi di traduzione?

Perché, ce n’è più di uno?

Se questa domanda ti è venuta spontanea, allora sei nel posto giusto. Infatti la risposta è sì: un traduttore professionista, oltre a parlare bene una o due lingue straniere, deve conoscere a fondo il gergo del settore in cui traduce, deve restare al passo con le novità, certificare le sue conoscenze… insomma, deve saperne ’na cifra! Ma nessuno è onnisciente e per questo ogni traduttore sceglie di specializzarsi su uno o due tipi di traduzione a seconda dei propri interessi o delle esperienze lavorative pregresse.
Queste tipologie sono legate alle aree tematiche a cui sono applicate, ma ciò che le distingue davvero sono specifici requisiti che devono soddisfare o le sfide che lanciano a noi traduttori.

Io ne ho identificate sette. Vediamole.

Indice dei contenuti

1. Traduzione scientifica
2. Traduzione finanziaria
3. Traduzione legale o giuridica
4. Traduzione audiovisiva
5. Traduzione tecnica
6. Transcreazione
7. Traduzione editoriale

1. Traduzione scientifica

Il primo tipo di traduzione si spiega da solo: la traduzione scientifica è l’applicazione del processo traduttivo alle scienze quali la medicina, la chimica, la farmacia o la biologia. Come descritto nell’articolo di mediazionelinguistica.org, le principali sfide della traduzione medica sono le abbreviazioni uguali per termini diversi, la scarsità di dizionari specializzati e la costante innovazione e mutamento delle tecniche adoperate nelle scienze.

2. Traduzione finanziaria

La traduzione finanziaria concerne specialmente l’ambito economico e fiscale: il traduttore finanziario si districa ogni giorno tra bilanci, manuali di contabilità, relazioni finanziarie, rendiconti, documenti societari e quant’altro. Poiché si maneggiano documenti importanti con dati sensibili, una delle sfide principali per chi lavora in questo ambito è garantire la riservatezza dei dati del cliente.

3. Traduzione legale o giuridica

Atti di vendita o di acquisto, certificati di nascita matrimonio e laurea, o ancora licenze e brevetti di qualsiasi tipo sono il pane quotidiano di chi offre traduzioni giuridiche. Viene da sé che il traduttore giuridico deve non solo conoscere a menadito il lessico legale ed avere nozioni di diritto, ma deve anche sapere come funziona il sistema giuridico dei due paesi coinvolti. All’interno della categoria delle traduzioni di testi legali ci sono diverse tipologie di traduzioni: traduzione giuridica, la traduzione asseverata e quella certificata.

Cosa sono?
Le traduzioni asseverate sono chiamate anche traduzioni giurate perché il professionista giura sulla loro esattezza di fronte a un giudice o un notaio e si assume la responsabilità civile e penale di quello che ha tradotto. Solitamente, il traduttore giurato è iscritto all’albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio del tribunale (CTU) o alla Camera di Commercio, sebbene nessuna delle due iscrizioni sia obbligatoria in Italia. Infatti, non essendoci una normativa univoca a livello nazionale, sta a ogni tribunale decidere quali qualifiche pretendere dal traduttore giurato.

La certificazione di una traduzione è invece più semplice dal punto di vista burocratico: una traduzione si dice certificata quando viene accompagnata da un certificato di accuratezza, senza che sia necessario il giuramento presso il tribunale. Ma la responsabilità del traduttore di fronte alla legge rimane sempre grande.

4. Traduzione audiovisiva

Forse la conosci con il nome di sottotitolaggio, ma nel gergo tecnico si chiama proprio così: traduzione audiovisiva. Questa consiste nel creare dei sottotitoli per un video, sia questo un clip che finirà sui social, un video promozionale o un film. La traduzione audiovisiva adopera speciali programmi di traduzione che riescono a leggere tracce video, audio e creare dei file di testo con degli speciali codici per il minutaggio, che servono a dettare quando il sottotitolo deve apparire e per quanto tempo.

A essere precisi, il sottotitolaggio non è l’unico tipo di traduzione audiovisiva, che annovera anche il doppiaggio e quindi l’adattamento dei dialoghi, ma è certamente il principale.

La traduzione audiovisiva richiede creatività e fantasia nella resa dei dialoghi, battute e doppi-sensi, ma anche una certa attenzione alle tempistiche del parlato tra una lingua e l’altra: non si può lasciare il sottotitolo in sovraimpressione quando nel video c’è già un’altra scena, ma nemmeno farlo scomparire così velocemente che lo spettatore non ha il tempo per leggerlo!

5. Traduzione tecnica

Non si deve pensare solo ai testi che trattano di meccanica o di automobili: sebbene questi facciano parte della tipologia di traduzione tecnica, vi rientrano anche le traduzioni per il marketing, la traduzione di siti web, le traduzioni per gli e-commerce e i servizi di traduzione SEO.

Le competenze del traduttore tecnico sono le più varie: come anche negli altri casi, si richiede una elevata conoscenza del settore, delle sue particolarità e novità, del suo gergo e di chi vi opera, ma anche una certa capacità di scrittura in ottica SEO unita all’uso delle parole per vendere che di solito spetta al copywriter.

6. Transcreazione

È una traduzione particolarissima, il cui nome deriva dall’unione di traduzione e creazione. Non si tratta di una traduzione nel senso letterale della parola, ma di ricreare uno slogan, un payoff o un messaggio pregnante in un’altra lingua mantenendo il tono di voce e l’identità verbale del brand. Anche qui le abilità del traduttore si mischiano con quelle del copywriter e del marketer poiché una transcreazione che funziona è quella che fa rivivere le stesse emozioni ai consumatori del nuovo paese.

Poiché la transcreazione è un ripensamento del messaggio originale, le tariffe non vengono calcolate in base alle parole, ma in base alla difficoltà del progetto stesso.

7. Traduzione editoriale

La traduzione per l’editoria è un mondo a sé. Partiamo col dire che il traduttore editoriale è colui che percepisce il diritto d’autore per le sue traduzioni. Di solito traduce per le case editrici e può lavorare sui più svariati argomenti: guide turistiche, saggi sulla filosofia, manuali di disegno, libri d’arte, poesie, fumetti e graphic novels e, certamente, anche sui romanzi.

Per i romanzi nello specifico, parliamo di traduzione letteraria: quella branca della traduzione editoriale che si concentra appunto sulla letteratura.

Per poter svolgere questo lavoro è davvero importante avere un’ottima conoscenza del mercato editoriale, ma anche saper identificare stili narrativi diversi e adattarsi a questi. La traduzione editoriale quindi unisce l’arte della scrittura alla conoscenza delle lingue: il traduttore è a sua volta un po’ autore del nuovo testo che andrà a tradurre. Un compito bellissimo, ma di certo non facile!

L’ultima differenza, infine riguarda il modo di calcolare il prezzo: in questo tipo di traduzione, le tariffe non sono espresse a parola, ma a cartelle editoriali di 1.800 caratteri spazi inclusi.

Conclusioni

Spero che questa breve guida sui diversi tipi di traduzione ti sia stata utile per capire a chi affidare il tuo progetto affinché venga tradotto al meglio!

P.s.: io sono una traduttrice tecnica, specializzata nei campi del marketing e delle telecomunicazioni. Se hai bisogno di un servizio in questi ambiti, dai un’occhiata ai miei servizi di traduzione.

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